Piano di Inclusione Sociale Area 5: Azioni e interventi di rete per l’inclusione sociale dei cittadini in condizione di marginalità estrema.

Sul territorio torinese sono presenti 9 centri di accoglienza e di supporto alle persone in condizione di fragilità. La prima prerogativa è soddisfare i bisogni primari, per questo motivo la maggioranza dei servizi che la città e i privati offrono ai destinatari delle loro azioni riguardano la sistemazione notturna e la distribuzione di uno o più pasti. Ma volendo agire in modo da superare la condizione di mera sopravvivenza, è necessario provare a soddisfare anche bisogni che non vengono definiti come primari, ma che se non soddisfatti portano ad un’esistenza più dura e infelice.

Dall’esperienza maturata in questi 10 anni di lavoro a contatto con i beneficiari e con gli operatori delle strutture è emersa la necessità di impegnarsi sulla creazione di condizioni che favoriscano l’empowerment delle capacità individuali e implementino la fiducia in sé stessi e verso gli altri, favorendo l’acquisizione di una maggiore considerazione di sé.

Per l’ideazione di questo progetto sono stati coinvolti direttamente i beneficiari – circa 20 ospiti dei dormitori – al fine di conoscerne i reali bisogni ma anche i gestori delle strutture che li ospitano per mappare l’intera gamma dei servizi già disponili e quelli mancanti ma a loro avviso necessari per completare il lavoro. Il processo di coinvolgimento delle strutture e di ideazione del progetto ha previsto l’invio di un questionario a 7 enti di accoglienza per chiedere loro quali fossero i servizi di cui necessitano le persone con cui entrano in contatto all’interno delle strutture e dall’analisi e delle risposte sono nate le proposte finali di cui gli enti hanno fatto precisa richiesta. Questa modalità di progettazione permette uno scambio di informazioni, di strumenti e di idee prezioso nel lavoro con le persone in condizione di fragilità dal momento che solo l’esperienza e il contatto diretto con i destinatari ultimi delle azioni può portare all’elaborazione di nuove proposte efficaci.

Le attività proposte hanno l’obiettivo generale di favorire il miglioramento delle condizioni delle persone senza fissa dimora in termini di benessere psico-fisico e di acquisizione delle competenze.

Gli obiettivi specifici, invece sono volti a:

  • favorire l’ascolto e l’accompagnamento degli/delle ospiti
  • promuovere e sensibilizzare la prevenzione della salute
  • garantire occasioni di agio e benessere all’interno dei dormitori
  • offrire opportunità formative
  • promuovere l’empowerment e l’acquisizione di nuove competenze

Tutte le azioni verranno svolte all’interno dei centri di accoglienza notturna gestiti dagli enti partner del progetto e avranno una cadenza settimanale con appuntamenti di due ore. Le attività avranno inizio il 1 ottobre 2021 e termineranno il 30 aprile 2022.

AZIONI :

  1. Sportello d’ascolto

Il primo bisogno emerso ed esplicitato da molti operatori che lavorano all’interno dei dormitori è la necessità degli ospiti di parlare, di essere ascoltati e accolti nelle proprie difficoltà da qualcuno che sappia sospendere il giudizio nei loro confronti e accompagnarli in un percorso di ripresa. Un servizio indispensabile di cui sembra impossibile poter usufruire se ci si trova in una condizione di fragilità e difficoltà, soprattutto se economica.

Per questo motivo si vuole offrire la possibilità di accedere ad uno sportello di supporto psicologico all’interno del dormitorio stesso. Il servizio sarà attivo una volta a settimana e la psicologa sarà presente all’interno della struttura per due ore, potranno quindi accedervi due persone a giornata. I volontari della Diapsi faranno da accoglienza e da filtro e fisseranno gli appuntamenti con la psicologa. Dopo il primo incontro si avrà accesso al massimo ad ulteriori quattro appuntamenti, dopodiché se lo riterrà opportuno la psicologa segnalerà il caso ai servizi competenti . Le domande da parte delle ospiti saranno gestite in modo che chiunque ne presenti la necessità abbia la possibilità di accedervi prevedendo così una turnazione diversa ogni quindici giorni, ma si lavorerà sempre in accordo con gli operatori che gestiscono la struttura.

Si prevede di poter ascoltare circa 40 utenti
Tale servizio verrà realizzato nelle strutture di accoglienza gestite della cooperative StranaIdea e CTS con la collaborazione di due associazioni che operano nell’ambito della salute psichica, Di.A.Psi e Area G onlus.

  1. Sportello Prevenzione Salute:

Molti ospiti dei dormitori non hanno gli strumenti per prendersi cura della propria salute e, in questo modo, molto spesso raggiungono stati di malattia evitabili con semplici controlli ordinari.

Si vuole, dunque, garantire un momento di prevenzione alla salute degli ospiti e delle ospiti dei dormitori attraverso la collaborazione con un’associazione che potrà guidare chiunque vi si rivolga nella cura del proprio corpo con una panoramica delle visite specifiche e degli esami utili. A seguito di una convenzione fra il Forum del Volontariato e l’associazione Prevenzione Tumori, per un prezzo calmierato di 15€ invece di 25€, si prevede di poter far usufruire di questo servizio circa 60 utenti . I volontari dell’associazione AVO e dell’associazione Solidarietà insieme 2010 saranno presenti nelle strutture due ore a settimana, nelle quali per prima cosa si occuperanno della promozione delle opportunità di prevenzione presso le utenti, poi a si collegheranno con l’associazione Prevenzione Tumori per fissare gli appuntamenti e infine accompagneranno le signore senza dimora agli appuntamenti fissati o se sono autonome controlleranno che le visite siano state effettuate. Tale servizio verrà realizzato all’interno delle strutture di accoglienza femminili gestite dalle cooperative CTS e Animazione Valdocco in collaborazione con l’Associazione AVO, l’Associazione Solidarietà insieme 2010 e l’Associazione Prevenzione Tumori.

Come proposta di modalità innovativa si formeranno, durante questi mesi, delle persone che hanno usufruito del servizio affiancandole alle volontarie per poter poi proseguire l’attività in modo autonomo a progetto ultimato .

  1. Percorso competenze: Alfabetizzazione digitale– cv – preparazione al colloquio

È importante prevedere percorsi che siano finalizzati all’arricchimento delle competenze da parte delle persone senza fissa dimora, sia da utilizzare nella vita ordinaria, sia spendibili a livello lavorativo. In virtù dell’apprendimento peer to peer

  • Alfabetizzazione digitale: si terrà un corso di alfabetizzazione digitale in cui verranno esposte le conoscenze base dell’utilizzo del computer in modo da consentire l’acquisizione di tutte le competenze necessarie per poter gestire in modo autonomo il disbrigo di tutte le pratiche della vita quotidiana e, soprattutto, per implementare le hard skills spendibili in ambito lavorativo. La partecipazione al corso sarà a numero chiuso in modo da garantire una migliore trasmissione delle informazioni e seguire tutti i partecipanti in modo omogeneo. Una volta acquisite sufficienti competenze, si accompagneranno i partecipanti alla creazione di un CV secondo i nuovi modelli e strumenti a disposizione.

Verranno anche esposte le nuove tecnologie e i suoi utilizzi, quindi l’utilità dello smartphone e delle recenti applicazioni che permettono di velocizzare e rendere più immediate certe pratiche quotidiane.

  • Preparazione ad un colloquio di lavoro: un corso che si ritiene molto importante, se non fondamentale, per il percorso di implementazione dell’autonomia di una persona senza fissa dimora che ha perso gli strumenti di auto sostentamento. Si prevede di dividere il corso in due parti:
    • lezioni frontali in cui verranno spiegati i concetti base relativi alla stesura di un curriculum dando particolare spazio alla valorizzazione delle proprie hard e soft skills
    • role playing formativo: un gioco di ruolo in cui i partecipanti al corso simuleranno un colloquio di lavoro attraverso lo strumento della drammatizzazione. Il Role Playing è una tecnica simulativa che richiede ai partecipanti di svolgere, per un tempo limitato, il ruolo di attori, di rappresentare cioè alcuni ruoli in interazione tra loro, mentre altri partecipanti fungono da osservatori dei contenuti e dei processi che la rappresentazione manifesta. Grazie a questo metodo i partecipanti avranno acquisito le competenze necessarie per sostenere un colloquio di lavoro avendo integrato la pratica con la teoria, ma avranno anche sviluppato le soft skills dell’osservazione, dell’ascolto e dell’analisi. Ciò rappresenta anche una strategia per avvicinare gli e le ospiti a questo corso in modo più attrattivo e accattivante, essendo un’attività ludico-formativa.

Il corso verrà strutturato in tre diversi moduli con le seguenti caratteristiche:

  1. alfabetizzazione: accesso dedicato ad analfabeti digitali per un massimo di 4 persone a classe (numeri consentiti in base alla strumentazione presente)

Durata 4 settimane, 1 incontro a settimana di 2h.

  1. Creazione CV: accesso dedicato a chi ha svolto la prima parte del corso e a chi fosse particolarmente interessato per un massimo di sei partecipanti.

Durata 2 settimane. 1 incontro a settimana di 2h

  1. Role-playing: accesso consentito ai partecipanti dei due precedenti moduli.

Durata 2 settimane. 1 incontro a settimana di 2h

Il corso avrà una durata totale di due mesi e verrà ripetuto per tre volte nelle strutture del Gruppo Abele e della Cooperativa di animazione Valdocco, due volte nella struttura degli Asili Notturni e una volta nella struttura della Parrocchia di San Luca.

Il numero dei partecipanti è così stimato da un minimo di 12 ad un massimo di 18. Questi saranno scelti in accordo con i gestori dei dormitori in base ai seguenti criteri:

  • competenze digitali di partenza: verrà data priorità a chi dimostra di avere nulla o scarsa dimestichezza con la tecnologia e gli strumenti da utilizzare.
    Sarà comunque data la possibilità di partecipare al proseguimento del corso che prevede la stesura del CV e il Role-playing sul colloquio di lavoro anche a chi avesse già buone competenze digitali;
  • esigenze manifestate dagli utenti: se presentano l’urgenza di imparare ad utilizzare il computer per un motivo specifico legato all’ambito lavorativo o al disbrigo di alcune pratiche;
  • motivazione: i partecipanti dovranno dimostrare la volontà di mettersi in gioco e impegnarsi con serietà in questo percorso che porterà loro ad affrontare un colloquio di lavoro con sicurezza di sé e delle proprie capacità.

Sempre come proposta innovativa si vuole effettuare della peer education.Infatti dopo lo svolgimento del primo corso i partecipanti verranno reclutati come tutor d’aula nei corsi successivi, in modo da implementare le loro competenze e da garantire la presenza all’interno delle strutture di qualcuno che sia in grado di insegnare l’alfabetizzazione digitale di base anche a progetto terminato.

Saranno tenuti da un tecnico informatico e da un’operatrice sociale che saranno accompagnati da giovani volontari che verranno cercati nelle facoltà di informatica e psicologia.

Nei primi due moduli del corso si vedrà la partecipazione di 2 studenti di informatica che saranno coinvolti sin della fase di preparazione del corso in modo che possano essere un sostegno per i partecipanti durante lo svolgimento stesso. Dovranno dunque occuparsi di supportare i formatori nella gestione dei partecipanti, rispondere ad eventuali dubbi durante la consegna di lavori da svolgere in aula.

Per quanto riguarda l’ultimo modulo relativo alla drammatizzazione del colloquio di lavoro saranno invece coinvolti 2 studenti di psicologia del lavoro che parteciperanno alle simulazioni offrendo loro consigli utili da poter sfruttare per presentarsi ad una offerta lavorativa nel modo migliore.

Per la durata di entrambi i corsi saranno chiamati 3 volontari provenienti dalle facoltà di lingue che si occuperanno di mediare e interpretare le informazioni per le persone che, all’interno delle case di accoglienza, non parlano bene la lingua italiana. Verranno quindi coinvolti studenti delle lingue maggiormente presenti: rumeno, arabo, francese. In questo modo sarà garantita la possibilità di partecipazione a tutti senza distinzioni e discriminazioni facendo sì che la lingua non rappresenti un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi prefissati da questo corso.

Ogni corso prevede, quindi, la partecipazione di 7 volontari.

Al termine di tale percorso i 7 volontari saranno chiamati a supportare i partecipanti nell’iscrizione ai centri per l’impiego della città di Torino, aiutando loro nel prendere i contatti con la sede più vicina, nella preparazione della documentazione necessaria e, quando possibile, accompagnando chi ne fa richiesta ad eventuali colloqui così da garantire anche un supporto emotivo e aumentare le possibilità che queste opportunità vengano realmente usufruite.

Si vuole dare una continuità coinvolgendo i volontari che hanno preso parte ai corsi anche in quest’ultima fase in modo da creare un rapporto di fiducia e di stima tra volontario e utente che possa aiutare a stimolare una maggiore spinta verso un nuovo inizio fuori dalla struttura.