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NEWSLETTER UFFICIALE DELL’ASSOCIAZIONE PRO RETINOPATICI E IPOVEDENTI – (A.P.R.I. – ODV) e delle organizzazioni consociate: APRI-Asti, RP-Liguria e ANIC-Massa Carrara INDICE Newsletter A.P.R.I. n. 6/2021 – Lunedì 8 Febbraio: 1 – CAMPAGNA TESSERAMENTO 2021 2 – FESTA DI CARNEVALE PER I NOSTRI BIMBI 3 – INTERVISTA A RADIO VIDA NETWORK 4 – RI-ABILITÀ: ANCORA ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA 5 – GENOVA: INDAGINE SULLA RIABILITAZIONE VISIVA 6 – TRAPANI: IN ARRIVO NUOVE CONVENZIONI 7 – ASTI: MONET ACCESSIBILE AL LICEO ARTISTICO 8 – OCCHI APERTI N. 36: AMORE CONFINATO 9 – SEGNALAZIONI N.B. – Prima di passare alle notizie ufficiali della news-letter ci permettiamo di rinnovare l’appello in favore della raccolta fondi online denominata “Crescere ad Occhi Aperti”!. Vi preghiamo di diffondere il link e di farla conoscere il più possibile. Ecco quì sotto il collegamento: Https://www.produzionidalbasso.com/project/crescere-ad-occhi-aperti/ 1 – CAMPAGNA TESSERAMENTO 2021 Con l’inizio del nuovo anno è scattata la campagna di sensibilizzazione per il rinnovo del tesseramento ad APRI-onlus. Molti soci si sono, come sempre, mossi con ampio anticipo ma vi sono ancora parecchi ritardatari. Ricordiamo che la quota di iscrizione resta fissata, ancora per il 2021, ad € 25,00. Chi potesse tuttavia essere più generoso ci darebbe indubbiamente una grossa mano. Ci risulta infatti che non sono pochi i disabili visivi che usufruiscono ampiamente dei servizi offerti dall’associazione senza però adempiere ai propri doveri statutari. Vi indichiamo pertanto il codice IBAN su cui potete versare la quota indicando, nella causale, il rinnovo annuale del tesseramento. Vi ringraziamo anticipatamente per la vostra sensibilità: IT27V0760101000000011332103 intestato ad A.P.R.I.-onlus 2 – FESTA DI CARNEVALE PER I NOSTRI BIMBI Anche se la pandemia ci impedisce di organizzare la tradizionale festa in presenza fisica, non vogliamo rinunciare a portare un po’ di allegria nelle case dei nostri bambini che afferiscono al servizio educativo extra-scolastico. Si è così deciso di organizzare due festicciole carnevalesche online nel pomeriggio di mercoledì 17 febbraio p.v. In questi giorni gli educatori e i volontari stanno provvedendo alla consegna di materiali ludici e, in particolare, delle pignatte da spaccare. L’iniziativa è coordinata da Simona Valinotti. Alle ore 15,00 verrà effettuato un primo collegamento per i più piccini, alle 16 seguirà quello per i più grandicelli. Non mancheranno giochi, musica ed intrattenimenti vari. Per ulteriori dettagli scrivere a: simona.valinotti@ipovedenti.it 3 – INTERVISTA SU RADIO VIDA NETWORK Giovedì 4 febbraio il presidente Marco Bongi ha partecipato, su invito della conduttrice Simona Riccio, ad una trasmissione radiofonica dedicata al turismo accessibile con speciale riferimento al settore agroalimentare. La rubrica, intitolata “Parla con me” è trasmessa da Radio Vida Network. Al dibattito hanno partecipato anche Rossana Turina, titolare di un agriturismo a Bricherasio e il media social manager Luca Menegazzi di Roma. Dall’interessante esperienza potrà derivarne una rete di possibili collaborazioni. Non appena possibile diffonderemo la registrazione dell’evento. 4 – RI-ABILITÀ: ANCORA ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA Dopo il ritorno della Regione Piemonte nel colore giallo della prevenzione pandemica, proviamo a ripartire, con tutte le cautele, ad organizzare qualche uscita culturale in presenza fisica. . Il primo appuntamento si riferisce alla rassegna Ri-Abilità, coordinata dalla dott. Simona Guida. Venerdì 19 febbraio, dalle ore 15 alle 16,30, sarà pertanto organizzata una visita guidata tattile alle collezioni novecentesche della Galleria d’Arte Moderna di Torino. Il percorso, intitolato “Emozioni Tangibili” sarà diverso rispetto alle altre esperienze già svolte in passato presso la G.A.M. Saranno ovviamente rispettate tutte le normative di sicurezza anti-Covid. Invitiamo pertanto i nostri soci ad iscriversi tempestivamente in quanto i posti saranno contingentati. Per le adesioni scrivere dunque a: guida@ipovedenti.it 5 – GENOVA: INDAGINE SULLA RIABILITAZIONE VISIVA L’associazione RP-Liguria, con il supporto della sede nazionale, ha aderito ad un interessante progetto europeo portato avanti dalla Clinica Oculistica Universitaria di Genova. L’iniziativa si propone di analizzare i nuovi bisogni espressi dai pazienti ipovedenti nel campo della riabilitazione e dell’autonomia quotidiana. A tale scopo saranno effettuate alcune interviste mirate in tutto il territorio italiano. Sono esclusi i non vedenti assoluti. Invitiamo pertanto i nostri lettori disponibili all’intervista telefonica, della durata di circa 15 minuti, a farsi avanti scrivendo a: info@rpliguria.it 6 – TRAPANI: IN ARRIVO NUOVE CONVENZIONI La sezione provinciale di Trapani, seguendo le indicazioni della sede centrale, ha concluso, nei giorni scorsi, un protocollo di intesa locale con l’associazione Konsumer-Italia, organizzazione molto attiva nel campo dell’educazione economica e finanziaria dei cittadini. E’ stata altresì avviata la procedura per la convenzione con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna allo scopo di avviare, quanto prima, i lavori di pubblica utilità finalizzati alla messa alla prova. La sezione trapanese sarà infine in grado di rilasciare, su delega della sede centrale, le tessere ferroviarie di tipo 28 / C che consentono di fruire delle agevolazioni tariffarie Trenitalia previste a favore dei ciechi civili. Ci complimentiamo dunque con gli amici siciliani che stanno rapidamente crescendo sia sul piano organizzativo che per l’importanza delle loro iniziative. Per contattarli scrivere a: trapani@ipovedenti.it 7 – ASTI: MONET ACCESSIBILE AL LICEO ARTISTICO Dopo l’importante iniziativa del 4 febbraio 2020 e la lunga pausa dovuta alla pandemia, è stato finalmente realizzato e pubblicato un interessante video che documenta il lavoro degli studenti frequentanti il Liceo Artistico “Benedetto Alfieri” di Asti. I ragazzi, in collaborazione con APRI-Asti, hanno realizzato un plastico tattile che rende accessibile un’opera del grande pittore Claude Monet (1840 – 1926). Nel filmato la presidente Renata Sorba, che è una ex-allieva dell’Istituto, incontra gli studenti e si complimenta per il loro impegno artistico e sociale. Per visionare il documento cliccare quì sotto: 8 – OCCHI APERTI N. 36: AMORE CONFINATO Pubblichiamo integralmente il racconto, scritto da Maria Cristina Piccoli, classificatosi al primo posto nel Concorso Letterario Nazionale “Occhi Aperti” 2020. Buona lettura! AMORE CONFINATO, UNA STORIA QUASI VERA di Maria Cristina Piccoli Chiuse a chiave il cassetto della sua scrivania, controllò se il computer fosse spento regolarmente così come il suo telefono risponditore e l’armadietto dietro la schiena. Tutto era ordinato e pulito, ma c’era nell’aria quel senso di dismissione che raramente si respira negli uffici, anche nel mese di agosto. Il calendario invece diceva che eravamo agli inizi di marzo di questo incredibile anno misterioso ed ostile. Accostò le tende e chiuse la porta di vetro che la divideva dalla sala d’aspetto dello studio notarile, ora deserto, dove da alcuni anni lavorava come impiegata, centralinista, tuttofare a disposizione del notaio titolare, dei colleghi, dei clienti, dei visitatori. Da oggi sarebbe rimasta a casa per un po’ di tempo e non sapeva quando sarebbe tornata alle sue incombenze lavorative, a causa del Dpcm che imponeva la chiusura forzata dell’ufficio in cambio della possibilità di fruire dello smart working. Non sapeva bene cosa avrebbe effettivamente fatto d’ora in poi a casa, corredata di telefono e computer, ma non poteva che arrendersi al Coronavirus che imperversava nel mondo, obbligando tutti al confinamento e ad un modo assolutamente nuovo di affrontare la vita. Chiuse il portoncino d’entrata al grande appartamento che ospitava gli uffici, scese le scale. L’ascensore non era fruibile come quasi ogni giorno, e consegnò le chiavi al portiere. “Arrivederci, Renato”. Lui le rispose con un gesto paterno della mano che lei non colse e disse: ”Buonasera signorina Paola, mi telefoni se ha necessità.” I primi giorni trascorsero in una sorta di euforico riposo assoluto: dormiva fino a tardi la mattina, mangiava quel che trovava in cucina, telefonava con le amiche, accendeva la radio ad alto volume e si curava della propria persona in lunghe permanenze nel bagno. Le poche scorte alimentari finirono in fretta e Paola si costrinse alla spesa settimanale, munita di autocertificazioni e pazienza nelle code formate fuori dal supermercato più vicino a casa sua. Si comprò quantità industriali di pasta, sugo di pomodoro, formaggi, latte, biscottini e cioccolata, ma soprattutto farina e lievito per la panificazione. Cominciò ad alzarsi presto al mattino come una fornaia di professione per impastare pane, pizze e focacce, le più improbabili e le meno riuscite. I suoi falliti esperimenti finivano in briciole sulle uniche due finestre del suo bilocale con angolo cottura, per la soddisfazione di una coppia di colombi che si erano abituati ad aspettare che le finestre si aprissero per consumare l’abbondante colazione. I due le parevano grigi, li riconosceva dal battito delle ali quando planavano sui bancali e la facevano felice: sembravano salutarla ogni mattina e spesso anche la sera. Paola parlava con loro di sé ed essi parevano ascoltarla davvero con interesse. L’appartamento, rigorosamente senza balcone, aveva un piccolo bagno cieco, mentre gli affacci davano sul vicolo posto nel retro del palazzo costruito ottant’anni prima nelle immediate vicinanze del centro della piccola città dove aveva deciso di vivere da sola, al momento, lontana dal paese dove stava la sua famiglia. Era stata una scelta obbligata la sua, se mai avesse voluto sopravvivere all’apprensione smisurata dei genitori nei confronti di una figlia che sfortunatamente aveva dovuto imparare a convivere con la disabilità. Il suo residuo visivo era limitante sì, ma le poteva permettere di vivere un’esistenza abbastanza soddisfacente nonostante tutto e ciò era quello che si era ripromessa di fare. Verso l’ora del mezzogiorno di quella mattina in cui la pioggia prometteva di cadere da un momento all’altro, le venne un improvviso desiderio di mangiare qualcosa di pronto e si decise ad ordinare una pizza capricciosa, con prenotazione telefonica e bibita gratuita. Al diavolo, era stufa di cucinare, apparecchiare il minuscolo tavolo quadrato. Finalmente il campanello suonò e il suo trillo si diffuse in tutto il vano scala del condominio. Non era più assuefatta a quel suono e trasalì. Ah già, era la pizza!Si presentò controluce alla porta una sagoma alta con in mano il quadrato cartone bianco sorretto dai guanti in lattice di ordinanza. Non riusciva a capire se avesse gli occhiali o di che colore potesse essere il giubbone che indossava. Strano, il rider muovendosi faceva lo stesso rumore delle ali dei piccioni quando si avvicinavano ad uno dei davanzali. Sorrise e lui ricambiò. Per potergli dare i soldi del suo pranzo, lo fece aspettare sulla porta un poco di più del necessario e lui si mise a chiacchierare con la voce troppo roca per avere un tono naturale, ma forse era l’effetto smorzante della mascherina che indossava. Paola si schiarì la voce e solo allora si accorse che per tutta la mattina non aveva parlato. Lui no, parlava, parlava e la pizza si freddava sul tavolo. “Grazie, ciao” e lui le rispose “A presto”. A presto? Era improbabile, le venne da pensare e confermò il pronostico dopo aver mangiato la pizza, che si differenziava dall’involucro di cartone soltanto per la presenza del pomodoro e di qualche altro ingrediente colorato. Venne l’ora del crepuscolo e Paola si sentì sola, triste e infelice. Si attaccò al telefono, parlò di nulla con una delle sue amiche e compose il numero della pizzeria. La quattro stagioni arrivò più tardi però, dopo due solleciti al locale. “Scusa, ma eri rimasta l’ultima cliente della sera e io mi chiamo Francesco”. Appoggiò il cartone, si mise a chiacchierare togliendosi gli occhiali, a distanza però. Parlarono a lungo, troppo a lungo fino a quando si ricordarono della pizza che era rimasta in paziente attesa con il risultato di diventare immangiabile. Si era vetrificata ai bordi e solidificata al centro. Decisero di mangiarla insieme, ridendo della faticaccia per riuscire a tagliarla in triangoli risultati comunque irregolari. Lei si sedette al tavolo, lui appoggiato al gocciolatoio del lavello, si lavò mani e viso e masticò stoicamente camuffando il disgusto. “Potevamo riscaldarla, tornava buonissima” provò a giustificarsi lui. “Non mentire, fa già schifo quando è calda” e risero dividendosi la birra in omaggio. Con buona pace di calorie e calibratura dei pasti, la situazione continuò nei giorni e nelle sere a seguire. Conobbero ognuno dell’altra i segreti nascosti ed intimi, dolori e frustrazioni, soddisfazioni e rinunce che, nonostante la loro giovane età, avevano dovuto attraversare; ma soprattutto esprimevano le loro speranze, i progetti al di là della situazione anomala e instabile in cui si erano trovati. Una sera lui arrivò con l’immancabile pizza, questa volta alla diavola, piccante e profumata e una bottiglia di vino rosso. “Questa sera sei mia ospite” e per l’occasione si sedettero vicini sul divanetto, sentendosi in colpa per la trasgressione alle regole, ma attratti in maniera irrefrenabile. Non si fecero domande e nemmeno promesse, semplicemente si innamorarono. Nei giorni seguenti continuarono con le pizze dalle tradizionali alle più astruse. Bufalina, del pescatore, del boscaiolo, della casa, principesca, fino al calzone farcito a sorpresa dallo chef. Paola ogni giorno portava residui di pizza sbocconcellati e cartoni, lattine e tovaglioli di carta con diligenza ai bidoni della raccolta differenziata. Almeno così poteva illudersi di diminuire quel senso di gonfiore che provava durante la notte proprio alla bocca dello stomaco. Più a sinistra sul petto però sentiva il calore della serenità che aveva nel cuore. A casa sua Francesco ormai tornava di rado e una sera al padre comunicò di volersi trasferire. “Ma non la conosci!” In risposta un sorriso: “Nemmeno tu.” Quella mattina Paola aprì le imposte della camera da letto: si profilava una giornata limpida e luminosa. Le tornò in mente una vecchia canzone che cantava zia Carmela: – sole, pizza, amore, tuppetetà… 9 – SEGNALAZIONI Le attività gruppali proseguiranno ancora a distanza fino a nuove disposizioni.. Eccovi dunqe le iniziative previste nella prossima settimana: – Lunedì 8 febbraio, ore 16, piattaforma Whatsapp: Corso di Pilates gestito da Miriam Lando. Responsabile Simona Valinotti – Martedì 9 febbraio, ore 17, piattaforma Google Meet: Gruppo di auto-aiuto per adolescenti. Responsabile Simona Guida. Per iscrizioni scrivere alla seguente email: guida@ipovedenti.it – Martedì 9 febbraio, ore 18, piattaforma Zoom: Caffè letterario di Asti “La vecchia fattoria”. Responsabile Renata Sorba. Per partecipare scrivere alla seguente email: sorba@ipovedenti.it – Martedì 9 febbraio, ore 19,45, G.R.P.-TV canale 13: Presentazione del libro “Non mi schiodo” di Angela Trevisan – Giovedì 11 febbraio, ore 21, piattaforma Google Meet: Riunione delle sedi decentrate extra-Piemonte. Responsabile Dajana Gioffrè – Venerdì 12 febbraio, ore 17,30, piattaforma telefonica Google Meet: Circolo dei lettori ad alta voce. Per prenotare la partecipazione scrivere a: guida@ipovedenti.it Gli incontri individuali si potranno svolgere in presenza, in caso di necessità, solo su prenotazione. Siamo inoltre a disposizione, con i nostri volontari, per consegne a domicilio, fare la spesa, o accompagnamenti sanitari. Terminata la campagna cinque per mille 2020 iniziamo a divulgare, fra tutti i nostri lettori, il canale Youtube ufficiale dell’associazione. Intendiamo infatti promuoverne attivamente la conoscenza in quanto pensiamo che rappresenti uno strumento prezioso di aggiornamento e conoscenze. Vi preghiamo pertanto di iscrivervi attivando anche il simbolo della campanella per ricevere le notifiche dei nuovi contenuti. 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